Il Gatto Esotico

CARATTERISTICHE FISICHE DEL GATTO ESOTICO

Appartiene alla categoria dei gatti a pelo corto, ma è forse la razza dal mantello più folto, denso e soffice. Zampe corte e grosse, testa tonda e grossa, naso corto, orecchie piccole e distanti tra loro, coda medio/corta, occhi tondi e sporgenti. Sono riconosciute le stesse varietà di colore del Persiano. La sua vita media si aggira intorno ai 14 anni.

CARATTERE DEL GATTO ESOTICO

Ideale per la vita in appartamento, meglio però se può disporre di un terrazzo o di un piccolo giardino. Si affeziona indistintamente a tutta la famiglia ma è adatto anche ai single, potendo sopportare lunghe assenze del padrone che, al suo ritorno, accoglie con feste davvero speciali. Docile, gentile, molto intelligente e curioso, è affettuoso con chi ama e conosce e un po’ diffidente verso gli estranei. Ottimo cacciatore di topi, ha un forte istinto predatorio ed occorre fare attenzione in caso di convivenza con piccoli animali, come roditori ed uccellini. Ideale per chi ama i persiani ma non ha il tempo per curare il suo folto e lungo pelo.

CURE

  • L’ACQUA: È necessario lasciare sempre dell’acqua fresca a disposizione del gatto. Rinnovate spesso l’acqua del gatto.
  • LA LETTIERA: Il gattino si abitua subito all’uso della sua lettiera. Se volete evitare odori fastidiosi e volete che il gatto resti pulito, cambiate la lettiera quotidianamente. Se possedete più gatti dovreste avere una lettiera per ogni gatto.
  • LA CUCCIA: La cuccia ha il compito di dare sicurezza al gatto, ci si rifugerà ogni volta che si sentirà minacciato.
  • IL GIOCO: I gatti adorano giocare, gomitoli di lana, pezzi di carta, nastri colorati, sono più che sufficienti per farlo giocare. Nei punti vendita specializzati potrete comunque trovare i giochi più diversi. Dovete inoltre disporre di un graffiatoio che userà per affilarsi le unghie al posto di poltrone e mobili.

ALIMENTAZIONE DEL GATTO

Cominciamo col dire che il gatto è un carnivoro per eccellenza quindi, gli alimenti presenti nella sua razione giornaliera devono contenere il 20% di carboidrati, il 20% di verdure/fibre, il 10-15% di grassi e il 45-50% di proteine che devono essere fornite in larga misura da carne e pesce rigorosamente cotti (per evitare alcune patologie come ad esempio la toxoplasmosi). I cereali ed i legumi contengono anch’essi proteine ma sono di minore qualità poiché non contengono tutti gli aminoacidi presenti nelle stesse d’origine animale (che per questo motivo sono dette nobili) come la taurina, la cui assenza nel gatto provoca la cecità. Uno degli errori fra i più comuni e grossolani che si possono commettere sull’alimentazione dei nostri mici è quello di trasportare in essa alcune nozioni alimentari umane. Ad esempio, non bisogna limitare il grasso d’origine animale giacché il gatto non soffre di malattie coronarie ed anzi un po’ di burro renderà il suo pelo più brillante. Sappiate, inoltre, che il metabolismo dei nostri compagni di fuse per produrre energia, differentemente da noi, utilizza preferibilmente i grassi piuttosto che i carboidrati. Insomma, la dieta mediterranea tanta decantata per noi umani al gatto va decisamente evitata. Anche nell’apporto vitaminico non dobbiamo cadere nel medesimo errore: l’integrazione o la presenza significativa di vitamina C non aiuta a preservare il micio dalle malattie di raffreddamento perché lui stesso, a differenza dell’uomo, è in grado di produrla da se. Le vitamine che invece non devono mancare assolutamente sono: Vitamina A, per gli occhi e la cute (ottimo integratore è l’olio di fegato di merluzzo), le vitamine del gruppo B, utili per assimilare meglio le proteine, la vitamina D, per il sistema scheletrico, la vitamina E, come antiossidante, e la vitamina k, come anticoagulante. Anche i minerali sono importanti per il corretto funzionamento delle funzioni vitali del micio ma devono essere presenti in piccolissime quantità per non favorire disfunzioni o malattie all’apparato urinario a cui i gatti, specialmente in età avanzata, sono predisposti. Nei cibi in scatola la voce ceneri indica proprio la quantità di minerali contenuto; va quindi tenuta in considerazione al momento dell’acquisto. Il fabbisogno energetico varia in funzione del peso, dell’età, del sesso e dell’attività del gatto e, a tal proposito, possono essere utili le seguenti tabelle:

PESO DEL GATTO
ADULTO
2,5 Kg 4 Kg 6,5 Kg
INATTIVO 120-180 Kcal 200-280 Kcal 320-455 Kcal
ATTIVO 170-230 Kcal 280-360 Kcal 450-590 Kcal
FEMMINA GRAVIDA 250 Kcal 400 Kcal 650 Kcal

 

ATTIVITA DELL’ ADULTO CIBO SECCO CIBO IN LATTINA
INATTIVO 50 – 100 gr 150-300 gr
ATTIVO 45 – 90 gr 120 – 250 gr
GATTINA IN DOLCE ATTESA 70 – 110 gr 200-330 gr
GATTINA IN ALLATTAMENTO 150-280 gr 450-800 gr
MICIO ANZIANO 50 – 80 gr 220 gr

I cuccioli, proporzionalmente al loro peso, necessitano di un maggior apporto energetico per favorire il normale accrescimento fisico.Visto il diffusissimo utilizzo dei cibi industriali forse risulterà’ molto utile la seguente tabella: Infine alcuni piccoli consigli: non date ai gatti il bianco d’uovo crudo ed acqua di rubinetto (il cloro irrita il loro naso sensibile), alternate i cibi secchi a quelli morbidi, non date solo carne (determina carenza di vitamine e di calcio), completate l’alimentazione dando una volta a settimana 60 gr d’olio di fegato merluzzo (ottima fonte di vitamina A), e , a giorni alterni, alcune compresse di lievito di birra per completare l’assunzione di vitamine del gruppo B così importanti per i felini.

Un’alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale per la salute e la bellezza dei nostri mici.

Per i cuccioli:

ETA’ DEL GATTINO FABBISOGNO GIORNALIERO
DUE MESI 175 Kcal
TRE MESI 270 Kcal
SEI MESI 280 Kcal

GLI ORGANI DI SENSO

IL TATTO, LE ZAMPE E LE VIBRISSE: Gli organi di tatto del gatto più sensibili sono senz’altro le vibrisse. Sono infisse nella pelle, ai lati del naso, e anche sulla fronte, e percepiscono ogni più piccolo tocco o pressione. Nel buio della notte, il gatto si serve delle vibrisse come “radar” per poter individuare la presenza di oggetti vicini e la loro natura. Sono sensibilissime anche alle correnti e agli spostamenti d’aria. Le vibrisse hanno dunque un’importanza fondamentale per il gatto, e tagliarle renderebbe il gatto più impacciato nei movimenti.
Le zampe del gatto, oltre a essere fondamentali, ovviamente, per muoversi, sono anche ottimi organi tattili, e percepiscono persino le vibrazioni. In realtà è più corretto dire che gli organi di senso sono i “cuscinetti plantari”, ossia quelle protuberanze rosa che si trovano sotto le zampe dei gatti. Vengono usate per toccare gli oggetti che insospettiscono. Un gattino, di fronte ad un oggetto nuovo, lo toccherà prima, diffidente, con la zampina, e poi, solo successivamente, lo annuserà.

IL GUSTO E LA LINGUA: I gatti, hanno dei gusti davvero difficili, e sono molto capricciosi. Si stancano di mangiare sempre lo stesso cibo, e a volte ne cercano altri, pur avendo il loro ben pronto nella ciotola, , i gatti, per purgarsi, spesso escono di casa e vanno alla ricerca di erbe curative, che mordicchieranno in piccole quantità. La lingua del gatto è molto rugosa, in quanto è rivestita di papille cornee retroverse. Ciò perché la lingua è fondamentale nelle operazione di pulizia, e consente di mantenere il pelo pulito e brillante. Servono anche a staccare la carne dagli animali che divorano. Le papille gustative invece si trovano sulla punta della lingua, lungo i lati e alla base. A seconda della loro funzione, hanno forme diverse: filiformi (con funzione abrasiva), fungiformi (le vere e proprie papille gustative) e circumvallate (a funzione sensitiva).

LA VISTA: Il senso più straordinario del gatto è senz’altro quello della vista. Ogni suo occhio può coprire un campo visivo di oltre 200°! Probabilmente il gatto non riesce a mettere bene a fuoco gli oggetti vicini, più o meno come accade a noi umani dopo una certa età. Ma al contrario la sua vista da lontano è acutissima, e oltre il metro e mezzo/due metri di distanza, niente sfugge alla sua vista acutissima. Di giorno, alla luce solare, la sua vista è praticamente perfetta. E’ tuttavia da sfatare, almeno in parte, il mito che il gatto veda “al buio”. Ciò non è vero nel buio più totale, ma se è presente anche una minima quantità di luce (un lampione, i fari di una macchina, la luna), il gatto riuscirà a distinguere gli oggetti con chiarezza. Poiché la sua iride ha la proprietà di dilatare moltissimo la pupilla, la luce tenue verrà “amplificata” dall’occhio del gatto circa 40-45 volte. Tutto ciò è dovuto a un particolare rivestimento di cellule interno, presente in tutti i carnivori, detto “tapetum lucidum” (letteralmente tappeto lucido), che agisce come uno specchio e riflette la luce sulla retina. E’ proprio questo strato di cellule che fa assumere agli occhi dei gatti un aspetto iridescente di vari colori che varia a seconda dell’angolo di incidenza della luce. Al contrario, il gatto non gradisce molto la luce diretta, e la pupilla reagirà stringendosi moltissimo, fino a ridursi ad una sottilissima fessura. I gattini appena nati sono praticamente ciechi: solo dopo qualche giorno cominceranno a distinguere qualche oggetto, la perfezione della vista si raggiunge intorno ai tre mesi d’età. La natura ha dotato il gatto di una vista così perfetta soprattutto per la caccia, poiché il gatto, ricordiamolo, è pur sempre un predatore.
La vista dei gatti è stata a lungo studiata da molti ricercatori: gatti addestrati sarebbero in grado di distinguere il blu e il rosso dagli altri colori, ma il rosso apparirebbe loro come verde scuro e il bianco e il giallo verrebbero confusi. Inoltre, tutti gli altri colori sarebbero visti pallidi, sbiaditi. Secondo tali studi, il gatto sarebbe daltonico. Quindi i gatti con una buona approssimazione vivono in un mondo con tanti verdi e blu, le cose rosse gli appaiono grigie con diverse tonalità.

OLFATTO: L’olfatto, cioè la capacità di sentire gli odori, è decisamente più sviluppato nel gatto che nell’uomo, Non essendo molto sensibile ai sapori, un gatto, prima di mangiare un cibo, preferirà annusarlo con circospezione, e poi, se l’odore è di suo gradimento, mangiarlo. Ogni parte del cibo ha un odore diverso, e i gatti sono attentissimi nella scelta, mostrando di avere addirittura una loro scala di gradimento. L’odore di alcune piante può essere molto sgradevole per loro, mentre quello di altre può suscitare in loro un notevole interesse. E’ il caso della cosiddetta Nepeta Cataria, detta erba gattaia, che cresce nelle zone temperate dell’Europa e dell’America Settentrionale, e che può essere facilmente coltivata in un vaso o in una fioriera Al gatto piace annusare anche il suo amico uomo, e si corica sopra i suoi vestiti anche per sentire un po’ di “odore di padrone”. I gatti possiedono anche delle varie ghiandole, sotto le orecchie, sotto il mento, in grado di emettere odori. Non stupiamoci se vediamo il nostro gatto strofinarsi accanitamente contro qualcosa o anche contro il nostro corpo: in quanto particolari odori lasciati dal gatto possono indicare anche possesso, il gesto del gatto significa che vi considera parte del suo territorio, sua proprietà. Ghiandole odorifere si trovano in ogni parte del corpo.

L’UDITO E LE ORECCHIE :L’udito, ossia la capacità di sentire, è nel gatto molto sviluppato, più di quello del cane. I gatti possono sentire anche le frequenze ultrasoniche, ossia suoni con una frequenza più elevata, che sfuggono al nostro orecchio. Le orecchie del gatto sono di forma triangolare, e, cosa molto importante, mobili, ossia possono spostarsi dalla posizione originaria (i movimenti delle orecchie nei gatti ne indicano anche l’umore), e individuare così più facilmente da dove ha avuto origine il suono. Il gatto è capace, infatti, di localizzare l’origine di un suono con un errore massimo di 7-8 centimetri alla distanza di un metro, ed è proprio grazie al suo udito finissimo che può udire anche a diversi metri di distanza il fruscio provocato dai passi di un topolino, e quindi essere un ottimo cacciatore. I gatti, tuttavia, tendono a diventare sordi da vecchi (al contrario dei cani, negli occhi dei quali appaiono cataratte che portano ad un abbassamento della vista, se non addirittura alla cecità), ma compensano questa diminuzione dell’udito diventando sensibilissimi alle vibrazioni e raffinando l’olfatto.
Molto spesso, i gattini bianchi e con gli occhi azzurri, per predisposizione genetica, (soprattutto di razza persiana o europea), diventano sordi cinque-sei giorni dopo la nascita. Il fenomeno può verificarsi anche in quei gatti bianchi, con un occhio azzurro e uno di un altro colore.
L’orecchio del gatto presenta una piccola barriera di peli sottili, che impediscono a polveri e corpuscoli esterni di penetrare all’interno. Tuttavia è sempre necessaria una pulizia periodica delle orecchie (specie in quei gatti che vivono in giardino, e le cui orecchie sono spesso e volentieri sporche di terra), usando ad esempio un bastoncino di cotone imbevuto nell’olio di vaselina, oppure alcuni bastoncini appositi in vendita, ricordando di eseguire il tutto con estrema delicatezza e senza penetrare in profondità. Il gatto potrebbe non essere molto d’accordo, per cui è bene abituarlo fin da piccolo. Non va trascurato il fatto che il gatto possieda anche uno straordinario senso dell’equilibrio.

ACCOGLIENZA DEL GATTO IN CASA

Appena entrato in casa il gatto cercherà un nascondiglio, un angolo dietro un divano, sotto il letto, dietro un mobile, da cui poi lentamente uscirà da solo per esplorare timidamente l’ambiente nuovo.
Il gatto è curioso, ma anche molto cauto. Non va forzato in nessun modo, non bisogna obbligarlo ad entrare o uscire da stanze o sgridato ad alta voce.Il primo impatto con la nuova casa deve essere tranquillo e sereno, il gatto troverà da solo le ciotole e la lettiera, solo se si tratta di un cucciolo andrà indirizzato verso i suoi nuovi accessori.
Piano piano il gatto esplorerà tutta la casa, soprattutto di notte, nel silenzio e al buio, prima si limiterà a conoscere l’area su cui si trova, a livello del pavimento, quando conoscerà tutta la base comincerà ad esplorare i “piani alti”, saltando su tavoli, mobili e ripiani. Difficilmente un gatto provoca la caduta di oggetti, i suoi movimenti sono così flessuosi e lenti da sfiorare tutto senza causare nessun danno.Solo se spaventato il gatto può avere movimenti improvvisi e perdere un pò della sua naturale eleganza facendo cadere qualche oggetto.
Quando un gatto conosce una nuova casa deve poterlo fare liberamente, in modo che nessun angolo resti inesplorato.
I gatti odiano le porte chiuse, la curiosità di vedere cosa c’è dietro li porterà ad imparare a saltare sulla maniglia per aprire o a sgattaiolare appena noi apriamo la porta.
Quindi attenzione alle porte di casa che comunicano con l’esterno!
Terminata la conoscenza dei vari livelli di altezza della casa il gatto sceglierà i suoi posti preferiti e comincerà ad avvicinarsi a suoi nuovi amici umani.
In quel caso, e non prima, ci potrà essere il contatto, le prime carezze, le prime coccole.
Una volta che il gatto avrà mangiato, avrà usato la lettiera, avrà usato il tiragraffi e si sarà strusciato alle nostre gambe, o a mobili e poltrone, l’ambientamento sarà completato.
Quando poi lo vedremo dormire tranquillamente su una comoda poltrona, in genere la nostra preferita dove lui sente più forte il nostro odore, allora il gatto avrà conquistato il suo territorio.
Sarà quindi il nuovo padrone di casa.

IL GATTINO NELLA NUOVA CASA

Il gattino, appena comprato, si metterà subito a miagolare, sentendosi subito solo e spaesato, perché per lui la casa sarà un mondo tutto nuovo. Inoltre, per qualche giorno, sentirà la nostalgia dei fratelli, della mamma e delle sorelle, insomma della sua famiglia, ma presto questo sentimento svanirà. E’ bene fargli trovare subito la cuccia, la lettiera e le ciotole, perché capisca subito a che scopo le deve usare. E’ bene somministrare al gattino lo stesso cibo che mangiava prima e poi, piano piano, passare a quello che si desidera adoperare. Di notte bisognerebbe metterlo a contatto, almeno per i primi giorni, con una sveglia, in modo che gli ricordi il battito del cuore della madre o comunque con qualcosa di caldo e leggermente pulsante. E’ preferibile acquistare il gattino in un momento in cui tutti i membri della famiglia con cui dovrà convivere sono presenti, per conoscerli fin dall’inizio. Ricordate che il vostro gattino avrà molta paura appena arrivato, evitate quindi di maneggiarlo e di passarlo di mano in mano troppo spesso. Importante: la crescita e il carattere di un gattino dipendono molto dall’ambiente in cui vive: un gatto quieto e tranquillo è cresciuto nel silenzio e nella pace, un gatto nervoso è sicuramente cresciuto in un ambiente chiassoso. Pian piano imparerà ad ambientarsi in qualsiasi condizione e voi diventerete i suoi migliori amici!

MANEGGIARE I GATTI

Se si abituano i gatti fin da piccoli impareranno persino a trarre piacere da questa sensazione. E’ importante non prenderlo troppo in braccio, a meno che non sia il gatto a volerlo, non strapazzarlo di coccole, non maltrattarlo né tanto meno ricorrerlo per acchiapparlo. Il gattino va maneggiato con attenzione, per non spaventarlo. Per prenderlo in braccio il modo migliore è porre una mano aperta sotto il suo pancino e l’altra mano un po’ più in là per le razze più grandi. Per trasportarlo mettetelo a pancia in su e formate con le braccia una sorta di “culla” dove poggerà la schiena del gatto. Assolutamente bandite invece le seguenti mosse: trattenere un gattino per le zampe, prenderlo per la testa, trattenerlo per la coda o tirargliela, sollevarlo con violenza. Per esprimere la propria autorità invece bisogna afferrarlo per la collottola, una zona morbida posta dietro la testa del gattino. Questo gesto era effettuato dalla sua mamma per trasportarlo in giro o per recuperarlo in caso compiesse azioni sbagliate e, compiendolo, il gattino capirà di aver sbagliato. Il gatto non è un giocattolo e, soprattutto nel caso dei bambini, bisogna spiegare loro che non si tratta di un giocattolo. Un gatto adulto sa evitare i bambini quando non vuole essere molestato, ma un cucciolo non ne è capace.

COME COMUNICANO I GATTI? Chi pensa che i gatti non abbiano un proprio linguaggio si sbaglia. In realtà ne hanno uno molto complesso, fatto di segnali odorosi e di miagolii di vario tipo. Possono emettere due ben distinte gamme di suoni fin dalla nascita: le fusa e i miagolii. Le fusa servono per esprimere felicità ma anche sottomissione e abbandono. I gatti in genere emettono miagolii molto acuti solo quando sono in pericolo di vita o in amore. In quel caso il loro è un vero e proprio “grido di guerra”. I gatti ringhiano e soffiano per esprimere la propria rabbia e per far capire ce non è il caso di stuzzicarli oltre. C’è poi il miagolio lieve, che significa richiesta di qualcosa: dalla pulizia della lettiera, alle coccole del padrone ad una ciotola di cibo.I gatti usano la mimica facciale, le zampe, la coda, tutto il loro corpo per comunicare. Spesso si sfiorano il naso e si annusano in segno di amicizia. Quando sono arrabbiati tirano in dietro le orecchie e anche i baffi. La coda viene mossa quando il gatto si innervosisce e la solleva lievemente per salutare. La coda ondeggiante è un chiaro segno di eccitazione. Strofinarsi al padrone è un modo per trasferirgli il proprio odore e quindi, di conseguenza, salutarlo. Un gatto spaventato drizza il pelo e gonfia la coda per sembrare più grande e minaccioso e ringhia, se vuole minacciare lo rizza solo lungo la colonna vertebrale.

LA LETTIERA: Il gatto è per natura un animale pulitissimo: dopo i pasti, dopo essersi ben ripulito il pelo, andrà nella lettiera, che equivale al nostro gabinetto, dove potrà fare gli impellenti bisogni, che poi ricoprirà con le zampe. E’ buona regola pulire la lettiera ogni due o tre giorni, e non lasciare che puzzi. Il gatto a volte potrebbe persino rinunciare a usarla e mettere da parte la sua proverbiale pulizia. Non osservatelo mentre la usa, potrebbe rinunciare a ricoprire le sue deiezioni sentendosi spiato. Per la lettiera è preferibile usare dei sacchetti appositi che possono essere comprati nei negozi specializzati, che altro non sono che sassolini ad alto potere assorbente. La terra è la lettiera naturale dei gatti che vivono allo stato selvatico. I cuccioli già a due mesi d’età dovrebbero imparare questa sana abitudine, invece di farlo in giro. Nel caso non l’avessero imparato, basterà prenderli e metterli dentro la cassetta, e muovere loro una zampetta anteriore in modo da smuovere dei sassolini. Esistono due tipi diversi di lettiera: quelle “aperte” che altro non sono che vaschette piene di sassolini oppure quelle “coperte” che hanno sopra di esse una copertura in plastica e sono preferibili alle prime sia perché garantiscono al gatto una maggiore privacy sia perché gli sgradevoli odori della lettiera si espanderanno con più difficoltà.

LE CIOTOLE: Le ciotole sono i contenitori dove i gatti mangiano e bevono, in pratica equivalenti ai nostri piatti e bicchieri. Ve ne sono di doppie, singole e persino collettive per comunità di gatti. In ogni caso è preferibile una ciotola profonda, in modo che il gatto possa mangiare senza sporcare tutt’intorno o bere senza rischiare di trasformare la casa in una Laguna Veneta. In ogni caso le ciotole vanno sempre tenute ben pulite per evitare che i resti del cibo stantio possano puzzare e, cosa ancora peggiore, provocare problemi al gatto. Le ciotole vanno situate in un punto della casa, che il gatto abbinerà automaticamente al cibo, e lì dovranno rimanere. Magari la cucina, dove mangia anche il suo compagno umano.

LE FUSA: Anche se è un argomento già trattato in precedenza, merita di essere approfondito. Le fusa dei gatti sono dei suoni prodotti dalle false corde vocali, situate vicino a quelle normali. I gatti a volte sanno già emetterli dalla nascita, altre volte imparano nei primi giorni di vita. Servono per esprimere felicità e vengono emesse anche per esprimere gratitudine e un chiaro segno di rilassamento dai gattini quando poppano il latte della mamma. A volte servono anche per esprimere sottomissione e rilassamento totale. Quando un gatto è felice, riceve un cibo che gli piace molto o le coccole, esprimerà gratitudine facendo le fusa e a volte anche rotolandosi a terra.

I GATTI FANNO BENE ALLA SALUTE

Ti rilassi profondamente quando accarezzi il morbido pelo di un gatto? Forse, ti farà piacere sapere che fare le coccole al tuo animale domestico, non fa bene solo al tuo umore ma anche alla tua salute.
Molte ricerche hanno dimostrato i notevoli benefici che la compagnia di un animale può apportare al benessere fisico e psicologico di una persona. E’ stato dimostrato che accarezzare un gatto regolarizza (sia pure temporaneamente) la pressione del sangue e i livelli di colesterolo nel sangue. Pare che l’interazione con il proprio animale possa avere un effetto positivo su alcuni disturbi di origine psicosomatica (come cefalee o problemi digestivi)
Addirittura, alcune ricerche hanno dimostrato che la compagnia del gatto non solo riduce la possibilità di essere colpiti da infarto, ma aumenta le possibilità di sopravvivenza degli infartuati! Persino molti pazienti anziani e malati di cancro, che possedevano un animale domestico sono sopravvissuti più a lungo rispetto ad altri malati che non avevano animali. Essi ritenevano, infatti che i loro animali domestici avessero bisogno di loro e questo dava loro una ragione in più per vivere.
Perché gli animali domestici sono un antidoto allo stress?
Oltre ai citati benefici sul sistema cardiocircolatorio, prendersi cura di un animale domestico influisce positivamente anche sul benessere psicologico.
Infatti è stato dimostrato che avere una animale migliora la qualità della vita e in alcuni casi, aiuta le persone a sentirsi un po’ meno sole e depresse. I gatti con la loro vitalità stimolano il nostro lato giocoso e ci spingono a fare attività fisica.
Inoltre, specie per una persona sola e malata, occuparsi di un animale domestico può farla sentire di nuovo importante e necessaria e, di conseguenza, migliorare la sua autostima. Dottoressa Anna Zanon

LA FESTA DEL GATTO

Febbraio è stato ritenuto il mese più idoneo in quanto mese del carnevale e dell’allegria, allegria che i mici portano nelle nostre case e mese della costellazione dell’acquario, acquario ritenuto il segno zodiacale dello spirito libero, quello spirito libero che i gatti hanno conservato nonostante secoli e secoli di convivenza con l’uomo, ed è proprio questo che li rende così belli e ricchi di fascino. Tra i vari giorni è stato scelto il 17 per il suo riferimento alle vite leggendarie del gatto, che secondo alcune tradizioni, sarebbero 7, secondo altre, 9. Proviamo a scrivere 17 con le cifre romane: si otterrà X (dieci) e VII (sette). Se facciamo l’anagramma di questa parola leggiamo VIXI, cioè VISSI (passato remoto del verbo vivere!), e qualsiasi gatto, a differenza di noi uomini, potrebbe dire vissi senza essere morto dato che, secondo le credenze popolari, gode di 7 o addirittura 9 vite! La prima festa del gatto fu tenuta nel 1991 e a Milano, in un atelier pittorico della zona Navigli, furono premiati alcuni dei partecipanti al concorso. Da allora il giorno 17 febbraio di ogni anno, per la gioia dei gattofili, in varie città vengono organizzate mostre e manifestazioni tutte dedicate al nostro migliore amico: il gatto!